Metamorfosi
©Aristide Caruso

Ad una emigrata ritornata
ai luoghi cari dell’infanzia
nella notte di S. Lorenzo.



Il dolce sguardo svanisce
al ricordo di un cane morente
che umana indifferenza non cura.
Gli occhi sono braci di dolore,
ove si consuma l’eco
di una voce familiare
nella fresca sera d’estate.
Resta solo un corpo contratto
che beve e fuma su quella sedia
e più non sente di Gelsomina,1)
la principessa del castello antico.


10 Agosto2004
©Aristide Caruso




I miei pensieri
Aristide Caruso

Fiumi – inesorabile destino,
il vostro – da ferrea legge precipitati
in una tomba d’acqua.
Ma dove vanno i miei pensieri
e quale legge li governa or che è notte
di luce fioca sul capezzale
e dai vicini monti si abbatte
sulla piana il temporale?


Come lucciole danzanti
nell’intermittenza di un fanale
che le accende e a suo piacer le spegne,
muovono liberi da connettivi
in balìa della postulata tua libertà
che ha rinnegato il passato,
mortificato il presente,
aperto ad un futuro disperato.


La mente esplode impotente,
martellando su sillogismi
e implicazioni non più possibili;
ma soccorre all’ultimo istante
l’antico profumo dell’umile viola
che mai il cuore abbandona.
Si arresta il turbinìo della mente,
cullata da una nenia lontana;
cessa il temporale sulla piana.


10 Aprile 2007




Natale
©Aristide Caruso

Torna il Natale
- come tutti gli anni -
al suon della zampogna,
scesa al piano
per la gioia del cuore.
Ma non conosce
allegria di bimbi
la mia casa
e il melanconico crepitar
della fiamma
scandisce i giorni
dell'attesa.



01 Dicembre 2005




L’ultimo abbraccio
©Aristide Caruso


Philipe, Clift, Bogart…,
i romanzi del “Pavone”
animavano i nostri discorsi
in quel piccolo bar tutto nostro.1)
A te confidavo le pene
che invecchiano il cuore
sulla soglia della giovinezza.


La vita, poi, ci ha allontanato,
ma ogni nostro incontro
scandiva nel petto,
con ritmo sempre uguale,
la gioia della nostra
passata adolescenza.
Un giorno ho chiesto di te.
Inattesa e dolorosa, la risposta.


Ti ho subito telefonato.
Hai detto sì, volevi vedermi,
ma la mia voce di pianto
ti ha fatto riflettere
e hai deciso diversamente.


Non ho insistito,
ma quell’ultimo abbraccio
che non ti ho dato
è un macigno
che pesa sul mio cuore.




1) Il" Picnic" di Ciccio Montoro†, all’inizio della salita F.lli Maruca.
Aperto negli ultimi anni cinquanta, era frequentato da un gruppo di amici più o meno della stessa età.Chiuse definitivamente agli inizi degli anni sessanta .
9 Marzo 2004
©Aristide Caruso

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Publicado: 02.09.2006 Última atualização:  15.05.2009  

  

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